Attualità Generale 18.09.2026

Libia: blackout e carenza di carburante si aggravano a vicenda

La Libia sta attraversando una crisi elettrica e dei carburanti che mostra quanto una rete instabile possa dipendere dalla disponibilità di combustibile. Reuters ha riferito il 17 settembre 2026 da Tripoli e Bengasi di frequenti interruzioni, lunghe code ai distributori e costi in forte aumento per l’energia di emergenza privata. Le piccole imprese sono particolarmente sotto pressione perché perdono ricavi e spendono sempre di più per generatori diesel.

Libia: blackout e carenza di carburante si aggravano a vicenda
La Libia sta attraversando una crisi elettrica e dei carburanti che mostra quanto una rete instabile possa dipendere dalla disponibilità di combustibile. Reuters ha riferito il 17 settembre 2026 da Tripoli e Bengasi di frequenti interruzioni, lunghe code ai distributori e costi in forte aumento per l’energia di emergenza privata. Le piccole imprese sono particolarmente sotto pressione perché perdono ricavi e spendono sempre di più per generatori diesel.

Un ristoratore di Tripoli ha raccontato a Reuters che durante un’intervista la corrente è mancata più di dieci volte. Per mantenere refrigerazione e attività deve usare generatori e comprare diesel al mercato nero. Ha stimato perdite per circa 40.000 dollari negli ultimi mesi. È il dato di una singola impresa, ma mostra concretamente quanto possano costare blackout ripetuti.

Il problema dura da anni. Il sistema libico soffre di infrastrutture vecchie, manutenzione insufficiente e conflitti politici. Quest’estate caldo intenso e forte domanda hanno peggiorato la situazione. Già a giugno la General Electricity Company of Libya aveva segnalato un deficit di produzione superiore a 1.000 megawatt, dopo che alcune centrali erano rimaste senza abbastanza gas e altri combustibili.

A fine agosto l’ovest del paese ha subito un importante blackout parziale. Secondo GECOL, due collegamenti da 400 kilovolt sono usciti dal servizio. La frequenza di rete è scesa rapidamente da 50 a circa 47,5 hertz. L’equilibrio tra produzione e consumo è venuto meno e vaste aree di Tripoli e dell’ovest sono rimaste senza elettricità. La causa precisa doveva essere accertata tecnicamente.

La crisi ha un secondo livello: anche il carburante per l’emergenza diventa scarso o costoso. Reuters riferisce code fino a due chilometri. Il diesel, fortemente sovvenzionato al prezzo ufficiale, viene venduto al mercato nero a molte volte quel prezzo. Allo stesso tempo la Libia perde grandi quantità per contrabbando e, nonostante le enormi riserve petrolifere, importa gran parte dei prodotti raffinati.

Nasce così una dipendenza pericolosa. Quando la rete pubblica cede, entrano in funzione i generatori; più a lungo e più spesso durano i blackout, più diesel serve. Se manca anche il carburante, l’energia privata di riserva perde affidabilità. Negozi, catene del freddo, strutture mediche e famiglie non possono presumere che un generatore risolva tutto.

La lezione vale anche fuori dalla Libia. Un generatore o una power station può essere una riserva preziosa, ma non sostituisce un piano completo. Il carburante è finito, le batterie si scaricano e ogni sistema ha una potenza massima.

Non si tratta di un nuovo blackout nazionale annunciato, ma di una crisi prolungata in cui interruzioni, caldo, infrastrutture fragili e problemi di carburante si rafforzano a vicenda. Per la preparazione conta quindi non soltanto la prima ora senza corrente, ma quanto a lungo le proprie riserve riescono davvero a mantenere le funzioni essenziali.